Home > ISTITUTO > Storia > Gli anni trenta

Gli anni trenta

 

Fondamentale per delineare la fisionomia della Discoteca di Stato fu Gavino Gabriel, il primo direttore: intellettuale, etnomusicologo impegnato nella valorizzazione e la diffusione del folklore musicale sardo, musicista, con interessi che spaziavano dal campo didattico a quello cinematografico.

Rodolfo De Angelis Alcune delle idee di Gabriel e di coloro che, come anche il compositore Umberto Giordano, ritenevano necessario allargare gli scopi della Discoteca di Stato, furono recepite dalla legge del 18 gennaio 1934 n. 130 , che estese l'attività di raccolta a "tutto quanto nel campo dei suoni interessi la cultura scientifica, artistica e letteraria", con particolare riferimento ai canti e dialetti di tutte le regioni e le colonie d'Italia e agli studi di glottologia e di storia.
Questa legge, prevedendo la collaborazione con gli istituti affini degli altri stati per contribuire al progresso della cultura a mezzo della fonografia, cercava di sfruttare appieno le potenzialità rappresentate dalla riproduzione sonora, superando l'utilizzazione prettamente commerciale e celebrativa prevista dalla legge.

Accanto alla attività di raccolta di documentazione sonora, nel corso degli anni trenta la Discoteca di Stato iniziò a creare una collezione degli strumenti per la riproduzione del suono che acquistò consistenza e fisionomia con la donazione dei fratelli Loreto di Napoli, rappresentanti italiani della Grammophone, nel febbraio del 1938: cessata la attività del negozio di dischi e articoli musicali, offrirono loro preziosi materiali alla Discoteca di Stato.

ImmagineCon il Regio Decreto Legge del 1 aprile 1935 la Discoteca di Stato passò alle dipendenze del Sottosegretariato di Stato per la stampa e la propaganda; divenne poi parte del Ministero per la cultura popolare, con la legge 2 febbraio 1939 n. 467 "Riordinamento della Discoteca di Stato e istituzione di una speciale censura sui nuovi testi originali da incidersi sui dischi".
Questa legge, nella quale vengono ribaditi gli scopi previsti dalla legge istitutiva e da quella del 1934, rappresentò un approccio più meditato alla gestione di un materiale, quale quello sonoro, in continua crescita di importanza e diffusione. Permise, con la possibilità di acquisire la produzione discografica, l'arricchimento della collezione dell'istituto che, da quel momento, assunse una caratterizzazione prevalentemente musicale, tuttora preminente, nei vari generi.
Venne riformulata la disposizione sul deposito delle copie delle pubblicazioni discografiche rimasta in vigore fino alla attuale legge 106/2004 che finalmente sancisce il deposito legale obbligatorio dei documenti audiovisivi.

Dal dopoguerra ad oggi >